Definire la Musicoterapia

Una delle definizioni più note riguardo alla musicoterapia è quella di Kenneth Bruscia, docente della cattedra di musicoterapia alla Temple University:

“La musicoterapia è un processo sistematico di intervento ove il terapeuta aiuta il cliente a migliorare il proprio stato di salute, utilizzando le esperienze musicali e le relazioni che si sviluppano attraverso di esse come forze di cambiamento”.

Questa definizione presenta i due elementi centrali dell’intervento musicoterapeutico, l’esperienza musicale e la relazione tra il paziente e il terapeuta.  Nel lavoro con i suoi pazienti, il musicoterapeuta utilizza questi due elementi, la musica e la relazione, come una polarità dialettica nella quale essi sono alternativamente figura e sfondo. In questo senso, la musica può essere il medium tramite il quale si dà la possibilità di una esperienza relazionale, ma nello stesso tempo l’instaurarsi di una relazione tra paziente e terapeuta diviene il campo entro il quale la musica assume la sua funzione terapeutica. 

La capacità di dare un senso agli eventi musicali nasce in una fase precoce dello sviluppo del bambino, in un momento nel quale egli non è ancora in grado di capire il significato delle parole della madre, ma riesce a comunque a coglierne il senso affettivo.

Questo iniziale scambio sonoro crea una trama nella quale è fondamentale la ripetizione di suoni e intonazioni. L’interiorizzazione dell’esperienza sonora primaria che nasce dal rapporto tra madre e bambino diviene il modello di riferimento per la comprensione e la creazione della maggior parte degli eventi musicali. 

Queste esperienze affettive si svolgono nel tempo, in un ritmo nel quale si alternano momenti di tensione e di distensione, in una curva temporale che Daniel Stern chiama trama temporale del vissuto. L’esperienza affettiva nella vita di relazione e in musica  è trasmessa ed è condivisa sulla base di una sintonia affettiva, che possiamo descrivere come una regolazione del tempo, simile a quella che si ha  tra musicisti all'interno di un quartetto d’archi.

Alla luce di queste analogie tra struttura musicale e sviluppo psicologico del bambino,  la musica  si presenta come la rappresentazione della matrice originaria di tutte le forme simboliche di organizzazione del tempo proprie delle vita umana.

Se noi torniamo per un attimo a ciò che abbiamo detto riguardo alla musica, e cioè alla sua capacità di riportarci al tempo mitico nel quale la voce della madre non è ancora scandita dal succedersi di parole, e immaginiamo quanto questo suono primordiale sia carico di significato,  possiamo immaginare come la musica  usata a scopi terapeutici possa condurre verso un nuovo senso, inaspettato.

Alla costruzione di un nuovo senso per l’essere rivolgiamo la nostra attenzione di musicoterapeuti.